""Italian International School "Enrico Mattei"""

(Paritaria D.M. 267/3633 del 19/04/2004 e D.M. 3687 del 15/06/2012) Scuola dell’Infanzia-Primaria-Secondaria di I grado-Liceo Linguistico

La prima comunione a scuola, accompagnata su richiesta delle famiglie

La nostra scuola internazionale italiana accoglie ogni anno studenti provenienti da contesti religiosi e culturali molto diversi. In Nigeria il cattolicesimo convive con tradizioni cristiane protestanti, con l'islam e con religioni africane, e ogni famiglia porta con sé un patrimonio spirituale unico. Questo pluralismo è una ricchezza che viviamo ogni giorno tra i banchi e nei corridoi. Ci piace coltivare questa apertura con iniziative come quella che racconta come celebrare la diversità culturale nella vita scolastica, segno di come la nostra comunità sappia accogliere ogni provenienza. La preparazione ai sacramenti non è mai pensata come un percorso imposto, ma come un'opportunità offerta a chi la desidera.

La prima comunione è un sacramento radicato nella tradizione cattolica italiana, e molte famiglie iscritte qui desiderano che i propri figli lo ricevano dove già trascorrono le giornate. Per altri nuclei familiari questa tappa non rientra nei propri progetti educativi, e la priorità resta sempre il rispetto della scelta di ciascuno. Quando il percorso viene richiesto, creiamo un ponte tra la cultura cattolica italiana e la realtà nigeriana in cui i bambini crescono.

Non esiste un programma unico per tutti: ogni bambino arriva a questa esperienza con tempi e sensibilità differenti. Alcuni hanno già frequentato il catechismo in parrocchia, altri si avvicinano ai sacramenti proprio attraverso la scuola. Ci piace pensare che questo cammino sia un'occasione per costruire relazioni e per radicare nei più piccoli un senso di appartenenza alla comunità.

L'approccio che abbiamo affinato negli anni si basa su tre cardini: dialogo costante con i genitori, collaborazione con i parroci di Lagos, e inserimento di alcuni momenti nella vita scolastica. Questo articolo racconta come lo facciamo concretamente, passo dopo passo.

L'incontro iniziale con le famiglie

Tutto comincia con un colloquio individuale, di solito all'inizio dell'anno scolastico in cui il bambino compie otto o nove anni. In quell'incontro ascoltiamo i genitori, raccogliamo le loro aspettative e spieghiamo come la scuola può accompagnarli. È un momento prezioso per capire se serve un approccio più leggero, un percorso accelerato per chi è già avanti, o un cammino a piccoli passi per chi parte da zero.

Al colloquio segue una comunicazione scritta che riassume quanto concordato, con l'indicazione dei momenti chiave, delle figure coinvolte e dei materiali utili. Questo documento diventa una piccola guida che la famiglia può consultare a casa e che viene aggiornata di anno in anno. Così i genitori sanno sempre dove si trova il proprio figlio, e possono continuare il dialogo anche con i catechisti della propria comunità.

I piccoli gesti che preparano il cuore

La parte più delicata non è la teoria, ma la costruzione di un atteggiamento interiore fatto di attenzione, ascolto e gratitudine. Per questo nella routine scolastica inseriamo piccoli momenti che parlano di condivisione: una volta al mese proponiamo una riflessione silenziosa in biblioteca, raccontiamo parabole legate al cibo e alla tavola, e invitiamo i bambini a pensare a chi non ha nulla da mangiare.

Questi gesti hanno un sapore molto concreto e poco "di scuola", perché crediamo che la fede si trasmetta con l'esempio quotidiano. I bambini che si preparano alla prima comunione partecipano anche ad attività di servizio, come la preparazione di pacchi per le famiglie del quartiere o la cura dell'orto scolastico. Sono esperienze semplici che lasciano un segno profondo e che restano nella memoria ben oltre il giorno della celebrazione.

Il legame con la parrocchia e la comunità cattolica locale

La scuola non sostituisce la parrocchia, ma lavora a stretto contatto con i sacerdoti che operano nella zona di Lagos e dintorni. I parroci tengono alcuni incontri di catechismo nella nostra biblioteca e conoscono personalmente ciascun bambino prima della celebrazione. Questo legame dà continuità al cammino e permette alla famiglia di sentirsi accolta anche fuori dalle mura scolastiche.

Per questo organizziamo almeno due visite all'anno alla chiesa parrocchiale, anche per chi non partecipa al percorso sacramentale, come momento di conoscenza reciproca. Laici, docenti e genitori possono così ritrovarsi con naturalezza il giorno della prima comunione, sentendosi parte di una comunità che va oltre la scuola.

Le attività scolastiche che nutrono la riflessione

La nostra offerta formativa è ampia e molti momenti sostengono in modo indiretto la preparazione dei bambini. Durante le ore di musica chi si avvicina alla prima comunione può preparare canti liturgici o realizzare nel laboratorio di arte le bomboniere distribuite ai compagni. Anche le attività sportive, dal calcio al tennis, insegnano il rispetto delle regole e degli altri, che è una dimensione spirituale prima ancora che fisica.

I momenti di gioco strutturato, come il torneo di scacchi organizzato ogni anno tra le classi, sono occasioni preziose per allenare l'attenzione, la pazienza e la capacità di aspettare il proprio turno, qualità vicine a quelle richieste dalla preghiera. Nelle assemblee di istituto affrontiamo temi di cittadinanza che aiutano i bambini a collocare la propria fede in un orizzonte ampio, attento sia alla tradizione italiana sia al contesto nigeriano.

Il giorno della celebrazione nella nostra comunità

La mattina della prima comunione la scuola si trasforma: le classi decorano gli spazi, i compagni preparano piccoli doni fatti a mano, e le famiglie si ritrovano nella cappella o nella chiesa parrocchiale convenzionata. La celebrazione è sobria ma gioiosa, con canti in italiano e in inglese per ricordare il bilinguismo del nostro percorso. Alla fine ogni bambino riceve una pergamena con il proprio nome e la data, da appendere in camera come ricordo del traguardo.

Dopo la messa ci ritroviamo nel cortile per un rinfresco preparato dai genitori, con piatti italiani e nigeriani che raccontano la doppia identità di queste famiglie. È un momento aperto anche a chi non ha partecipato al sacramento, perché crediamo che la gioia di un evento vissuto bene possa parlare a tutti. Negli anni successivi i bambini che hanno ricevuto la prima comunione vengono coinvolti come piccoli aiutanti del percorso dei più piccoli.

Per le famiglie che desiderano avviare questo cammino, il primo passo concreto è scrivere alla coordinatrice didattica attraverso il sito della scuola, dove è possibile trovare anche i riferimenti per parlare con i parroci della zona. Le iscrizioni al percorso dell'anno successivo restano aperte fino a novembre, così da costruire insieme un calendario rispettoso dei tempi di ciascun bambino.